PUBBLICATO IL VOLUME SPECIALE: Vincenzo Pacetti, Roma, L’europa all’epoca del Grand Tour, a cura di Angela Cipriani, Giulia Fusconi, Carlo Gasparri, Maria Grazia Picozzi, Lucia Pirzio Biroli Stefanelli

    

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Questo volume, nato come edizione degli Atti del Convegno Internazionale tenutosi a Roma nel novembre 2013 - importante momento di approfondimento seguito alla pubblicazione integrale soltanto due anni prima dei Giornali di Vincenzo Pacetti - si è poi allargato a comprendere anche ulteriori contributi e riflessioni sul tema. È stato così necessario articolare il volume in quattro sezioni, relative ad altrettanti argomenti connessi sia con la figura di questo personaggio - che definire scultore appare oggi decisamente riduttivo - sia con la realtà artistica di Roma nella seconda metà del Settecento, ancora nel pieno del Grand Tour. Il primo capitolo è perciò dedicato a Pacetti e all’ambiente artistico contemporaneo, in cui egli seppe muoversi con disinvoltura e abilità, assecondandone fenomeni e fermenti; il secondo esamina i rapporti e i legami esistenti fra lo scultore e l’Antico, per ricostruire una serie di rimandi incrociati che formarono la base della sua carriera e del suo successo. Segue poi un capitolo dedicato a Pacetti e al disegno, visto sia sul piano collezionistico (a seguito dell’acquisto della collezione di Bartolomeo Cavaceppi) che su quello dell’esecuzione stessa da parte dell’artista di vari fogli, oggi rinvenuti in diverse sedi museali europee.  Il volume si conclude infine con una disamina dei rapporti che lo scultore intrattenne con vari collezionisti dell’Europa tardo-settecentesca, spesso in visita al suo studio in Roma: da quelli della corte pontificia ad altri provenienti dal vicino Regno di Napoli, dagli molti inglesi fino ai committenti svedesi (che si avvalevano della figura di mediatore di Francesco Piranesi), ai giovani artisti spagnoli pensionados dell’Accademia madrilena di Belle Arti, senza dimenticare la clientela russa, fra cui spicca quel Richard Sutherland, banchiere ufficiale dell’imperatrice Caterina II, che comprò diverse statue di Pacetti per le residenze di San Pietroburgo. Ne emerge un quadro di ampio respiro e dalle molteplici componenti, che ha visto coinvolti a vario titolo specialisti di arte antica e moderna, archeologi esperti di collezionismo e storici dell’arte, secondo quel che la personalità poliedrica e versatile di Vincenzo Pacetti ha reso necessario per delineare e meglio comprendere un momento così complesso del secolo dei Lumi.  

 

This volume, initially conceived as an edition of the acts of the International Conference on Vincenzo Pacetti held in Rome in November 2013 - an important event that followed the full publication of Pacetti’s Giornali  two years before -,  was subsequently expanded to include further  studies and contributions on the topic. It was thus necessary to divide the volume into four sections regarding the themes related both to the figure of Pacetti – for whom the definition of sculptor today appears too reductive – and to the artistic reality of Rome at the height of the Grand Tour in the second half of the eighteenth century. The first section is therefore dedicated to Pacetti and the contemporary artistic milieu, in which he moved with ease and skill, navigating events and changes; the second examines the relations and links that existed between the sculptor and the Antique, to reconstruct a series of cross references that formed the basis of his career and success. There follows a section related to Pacetti and drawing considered both on the level of his collecting of works in this medium (following his acquisition of the collection of Bartolomeo Cavaceppi) and on that of the artist’s own execution of various sheets, now found in various European museums. The volume concludes with an examination of the relationships the sculptor maintained with international late eighteenth-century collectors who often visited his studio in Rome: from those of the Papal court to others from the nearby Kingdom of Naples, to the many English and Swedish clients, and the young Spanish artist-pensionados  of the Madrid Academy of Fine Arts. Foremost among Pacetti’s Russian clients was Richard Sutherland, official banker to Empress Catherine II, who purchased a number of statues from Pacetti for the courtly residences of Saint Petersburg. What emerges is a wide-ranging and multi-faceted picture that has involved diverse specialists in ancient and early modern art, archaeologists who are also experts in collecting, and art historians, each of whom has responded to an aspect of the polyhedral and versatile personality of Vincenzo Pacetti to better illuminate our understanding of this complex period at the end of the Enlightenment century.

 

 SOMMARIO

Presentazione di Caterina Bon Valsassina    VII

Premessa di Carlo Gasparri, Maria Grazia Picozzi, Giulia Fusconi, Angela Cipriani, Lucia Pirzio Biroli Stefanelli     IX

 

I — Pacetti e l’ambiente artistico contemporaneo

Francesco Leone: La scultura d’invenzione di Vincenzo Pacetti: decorazione, statue, memorie sepolcrali e ritratti    3

Angela Cipriani: Vincenzo Pacetti e l’Accademia capitolina del Nudo   21

Nancy Hirschland Ramage: Pacetti at the Getty   27

Serenella Rolfi Ožvald: Gli artisti e i giornalisti. I fogli di Belle Arti nello specchio degli affari e negozi di uno scultore    37

Angela Maria D’Amelio: I Giornali di Vincenzo Pacetti e il “diario figurato” di Giuseppe Barberi. Uno spaccato della società romana della seconda metà del Settecento   47

Susanna Pasquali: Joseph Bonomi, Mario Asprucci e gli altri architetti citati nel primo Giornale di Vincenzo Pacetti  55

Rosella Carloni: Vincenzo Pacetti e le società tra gli artisti. Da Francesco Moglia a Francesco Antonio Franzoni e a Giuseppe Valadier    65

Elisa Debenedetti: “Marmi quotidiani”: il rapporto fra Pacetti e Giuseppe Valadier attraverso i Giornali   75

Maria Giulia Barberini: Un acerrimo nemico: Andrea Bergondi, scultore romano (1721–1789)    85       

Maria Elisa Micheli: «O’ saputo che il deposito di Ganganelli, e Rezzonico sono stati dati al Canova scultore veneziano, cosa stravagante»   103

Stefano Grandesso: Camillo Pacetti e l’invenzione      111                                                                          

Valeria Rotili: L’archivio privato Albacini: due generazioni di scultori    123                                             

Luca Filippone: Recenti ricerche presso la basilica vaticana. Un inedito ritratto del cardinale Francesco Saverio de Zelada e la nuova attribuzione
di tre busti marmorei a Nicola Valentini     129

 


II — Pacetti e l’antico

Maria Grazia Picozzi: Vincenzo Pacetti e la cultura antiquaria del suo tempo     137                              

Carlo Gasparri: Vincenzo Pacetti e il mercato delle antichità nella Roma di Pio VI e di Pio VII: la testimonianza dei Giornali   147

Beatrice Cacciotti: Vincenzo Pacetti e gli scavi nel territorio laziale: il caso di Gabii    155                      

Paolo Liverani, Giandomenico Spinola:  Le vendite Pacetti ai Musei Vaticani    167                                

Claudia Valeri: L’Ercole giacente “cosa molto rara”. Da Villa d’Este ai Musei Vaticani, passando per lo studio di Vincenzo Pacetti   195

Lucia Faedo: Statua e frammento. Pacetti, il Fauno Barberini e la valutazione del restauro   209    

Brigitte Kuhn–Forte: Pars pro toto: due episodi della collezione di antichità Rondinini. La Hygieia del Pincio e lo pseudo–Corbulone dell’Ermitage   223

Beatrice Palma Venetucci: Orientalia nello studio di Vincenzo Pacetti (1771–1819)   233                        

Sascha Kansteiner: Pacetti als Schöpfer von Zweifigurengruppen      245                                                  

 


III — Pacetti e il disegno

Dagmar Korbacher: Vincenzo Pacetti disegnatore: i fogli di Berlino  253                              

Ian Jenkins, Celeste Farge: The draughtsman and his patron: drawings in the British Museum   261

Sonia Amadio: Collezionismo e mercato dei disegni a Roma tra Sette e Ottocento. Nobili, mercanti e connoiseurs nel Giornale di Pacetti   269

Stefan Morét, Simonetta Prosperi Valenti Rodinò: Pacetti collezionista di disegni   277

                               


IV — Pacetti e i collezionisti europei

Carmela Capaldi: Le relazioni di Vincenzo Pacetti con il Regno di Napoli   295

Rossana Caira Lumetti: Vincenzo Pacetti, Francesco Piranesi e la committenza svedese   311             

Maria Elisa Tittoni: Presenze francesi nel Giornale di Pacetti: dalla Roma pontificia alla Romana Repubblica giacobina   319

Giulia Fusconi: Pacetti, Wicar e una nota su Ingres    325                                                                           

Lucia Pirzio Biroli Stefanelli: Vincenzo Pacetti e gli inglesi: Nathaniel Marchant incisore in pietre dure, intermediario, accompagnatore   335

Valter Curzi: Jacob More "pittore paesista" nella Roma della seconda metà del Settecento tra didattica e mercato  345

Emanuela Campo: L’inventario dei beni di Jacob More. Vita sociale e artistica di un pittore a Roma nel tardo Settecento   351

Carolina Brook: Vincenzo Pacetti e gli artisti spagnoli pensionados a Roma   359

Sergej Androsov: Vincenzo Pacetti e la clientela russa. La corrispondenza di Richard Sutherland nell'Archivio Storico di Stato Russo  365     

                                                               

Abbreviazioni

Abstracts